La Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale (AGRI) del Parlamento europeo ha adottato ieri la relazione presentata dall’eurodeputata Céline Imart relativa alla proposta della Commissione europea di modificare le norme sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli per rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori nella filiera alimentare e quindi a stabilizzarne il reddito.
Gli eurodeputati hanno adottato la loro posizione in prima lettura. Questa dovrà ora essere discussa nel corso della prossima plenaria.
Il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare è una delle principali richieste avanzate a seguito delle proteste che hanno scosso l’UE all’inizio del 2024. Per riequilibrare i rapporti di forza all’interno della catena del valore, la Commissione europea ha proposto a dicembre 2024 una modifica mirata al regolamento sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (OCM) e ad altri due atti che disciplinano la PAC, ovvero i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116.
Nel documento approvato ieri dalla Commissione AGRI, con 33 voti favorevoli, 10 contrari e 5 astensioni, sono stati richiesti diversi chiarimenti sulla norme proposte dalla Commissione.
Denominazioni di vendita
La prima proposta di chiarimenti riguarda i criteri di utilizzo di definizioni come “giusti” o “equi” per i prodotti agricoli. L’attuale definizione di questi termini è infatti ritenuta essere troppo imprecisa, con il rischio di indebolire i quadri nazionali più rigorosi. I membri della Commissione AGRI propongono poi di inserire il contributo allo sviluppo delle comunità rurali o la promozione dello sviluppo delle organizzazioni agricole tra i criteri da utilizzare per tale etichettatura.
Altro punto è la definizione di “filiera corta” che potrebbe essere migliorata attraverso l’introduzione di diversi elementi e dovrebbe essere utilizzata sulle etichette o nella pubblicità solo per i prodotti realizzati nell’UE con un numero limitato di intermediari tra agricoltore e consumatore o che vengono trattati a una distanza specifica o in un breve lasso di tempo, includendo criteri relativi alla distanza o alla durata del trasporto.
Si ricorda che la proposta contiene anche il principio di tutela delle denominazioni di vendita dei prodotti carnei al fine di evitare che gli stessi possano essere utilizzati per alimenti di origine vegetale.
I membri della Commissione AGRI sostengono l’obbligo di contratti scritti per tutti i settori agricoli, uno dei pilastri della proposta della Commissione europea.
Il documento approvato si oppone inoltre alla creazione di organizzazioni di produttori specifiche per la produzione biologica, in quanto si ritiene che potrebbe portare a uno scontro tra i diversi modelli di produzione.
La relazione adottata dalla Commissione AGRI sarà sottoposta al voto durante la prossima sessione plenaria del Parlamento europeo.

















