
L’UNICEB, a seguito della segnalazione da parte di diverse Aziende associate circa il mancato rilascio dei certificati di origine da parte delle Autorità dei Paesi del Mercosur, propedeutici alla possibilità di importare le carni bovine al dazio agevolato del 7,5%, si è attivata nei confronti della propria Organizzazione europea UECBV che in data odierna ha inviato ai Servizi della Commissione la comunicazione riportata in calce alla presente.
Nota inviata ai Servizi della Commissione:
Vi contattiamo in merito a diverse e recenti difficoltà documentate, riscontrate dagli operatori dell’UE nell’ottenere i certificati di autorizzazione all’esportazione del contingente Mercosur, necessari per le importazioni di carne bovina nell’ambito dei relativi contingenti tariffari.
In Brasile, secondo quanto riferito, gli esportatori non sono stati in grado di ottenere i certificati per ilcontingente di carne bovina congelata (numero d’ordine 09.4925), poiché il sistema e le autorità competenti hanno indicato che il “contingente del Brasile” è già esaurito. In una separata comunicazione scritta, un esportatore brasiliano ha dichiarato che il contingente annuale Mercosur per la carne bovina refrigerata e congelata è già stato interamente rilasciato per il 2026.
Abbiamo ricevuto informazioni simili riguardo all’Argentina. L’autorità competente avrebbe smesso dirilasciare certificati nell’ambito del contingente per la carne bovina refrigerata, adducendo come motivazione l’avvenuto esaurimento del contingente stesso. In un altro caso documentato, l’autorità di rilascio ha subordinato la gestione di un’autorizzazione all’esportazione alla previa conferma del numero o dei numeri di licenza di importazione dell’UE e delle relative quantità.
Tali segnalazioni appaiono difficilmente conciliabili con il fatto che per l’anno 2026 non è stata stabilita alcuna ripartizione vincolante delle quantità disponibili tra i quattro paesi del Mercosur.
La situazione sta già causando disagi concreti agli operatori. Alcune transazioni hanno dovuto essereannullate a causa dell’impossibilità di ottenere le relative autorizzazioni all’esportazione. In un casodocumentato, un operatore ha subito perdite per circa 38.000 euro, cifra che include il dazio doganale a tariffa piena e il valore di una licenza di importazione dell’UE in scadenza e non utilizzata. Siamo stati inoltre informati che le licenze di importazione relative alle domande presentate a giugno 2026 scadono il 31 luglio 2026.
In questo contesto, saremmo grati se la Commissione potesse chiarire se è a conoscenza di tale situazione e se il rifiuto o la sospensione dei certificati, secondo le modalità sopra descritte, sia coerente con i regimi di contingentamento applicabili.
Gradiremmo inoltre ricevere indicazioni su eventuali misure immediate o di salvaguardia disponibili per garantire che gli operatori in possesso di valide licenze di importazione dell’UE non subiscano pregiudizi qualora la corrispondente autorizzazione all’esportazione non possa essere ottenuta per cause indipendenti dalla loro volontà, in particolare in considerazione dell’imminente data di scadenza.
L’UECBV resta a vostra completa disposizione e sarà lieta di fornire qualsiasi informazione aggiuntiva che possa essere utile ai servizi della Commissione.





