Deforestazione (EUDR) – Primi risultati Consiglio Ministri Ambiente della UE

Maggioranza dei Paesi per il rinvio del Regolamento

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Deforestazione (EUDR) - Primi risultati Consiglio Ministri Ambiente della UE - Maggioranza dei Paesi per il rinvio del Regolamento

Come anticipato con la Circolare Prot. 1779 del 29 ottobre, ieri si è riunito il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente della UE a fronte del quale siamo in grado di anticipare (in linea di massima) le posizioni espresse dai vari Paesi.

  • Austria: come noto l’Austria ha presentato una proposta di emendamento volto a rinviare di un anno (30/12/2026) l’applicazione del Regolamento, unitamente alla richiesta alla Commissione di presentare entro il 30 aprile 2026, una proposta legislativa volta a semplificare le disposizioni per snellire le procedure di conformità per gli operatori, gli operatori a valle e i commercianti nei paesi con un rischio trascurabile di deforestazione. Inoltre, chiede l’introduzione di una nuova categoria di rischio: “categoria zero”.
  • Svezia: ha richiesto semplificazione e rinvio; l’EUDR non è pronto. Trasmettere i numeri di riferimento non è una soluzione, ma solo un trasferimento dei problemi informatici dalla CE alle aziende in due mesi.
  • Repubblica Ceca: l’EUDR dovrebbe essere rinviato.
  • Grecia: sostiene l’obiettivo, ma afferma che l’EUDR non è pronto; vuole più di quanto proposto dalla Commissione. Chiede il rinvio e una sostanziale semplificazione. Un messaggio molto chiaro: la questione deve essere affrontata immediatamente!
  • Paesi Bassi: molto cauti. Mettono in guardia dal rischio di perdere gli investimenti già effettuati dalle catene del valore – non sostengono il rinvio. Stanno ancora analizzando la situazione.
  • Lussemburgo: sostiene il rinvio. Richiede chiare semplificazioni.
  • Lettonia: sostiene l’obiettivo, ma è molto preoccupata per gli oneri amministrativi. Appoggia la proposta dell’Austria: sospendere i termini e semplificare la norma.
  • Estonia: sostiene le intenzioni della Commissione, ma afferma che occorre molto più tempo per i test e che pertanto l’EUDR dovrebbe essere rinviato di un anno. Chiede una decisione rapida.
  • Lituania: sostiene la proposta dell’Austria. Sostiene il rinvio e sottolinea la necessità di modifiche per ridurre gli oneri amministrativi.
  • Slovacchia: sostiene la proposta dell’Austria. Rinviare come primo passo, quindi condurre un’analisi approfondita di ciò che è necessario per l’attuazione dell’EUDR. Stesso calendario di attuazione per tutte le aziende. Aperta alla “categoria a rischio zero” se il servizio giuridico del Consiglio conferma che è conforme alle norme dell’OMC.
  • Portogallo: sostiene la proposta dell’Austria. Fa riferimento alla proposta della Commissione del 21/10 come prova di quanto sia difficile l’attuazione dell’EUDR sia per le catene del valore che per le autorità. Pertanto, l’EUDR deve essere rinviato.
  • Finlandia: la semplificazione è importante, purché gli obiettivi possano ancora essere raggiunti. Il rinvio per tutte le aziende è l’unica soluzione. Sostiene l’Austria. Esorta la Presidenza danese dell’UE ad agire rapidamente.
  • Irlanda: rinvio di 12 mesi per tutte le imprese, per consentire alle autorità e alle imprese di prepararsi.
  • Ungheria: chiede un rapido seguito da parte della Presidenza danese dell’UE: ora esiste una maggioranza tra gli Stati membri dell’UE a favore del rinvio.
  • Italia: prima dell’attuazione è necessaria una valutazione d’impatto più approfondita. Si tratta di un onere gravoso per le imprese. Appoggia l’Austria: rinviare di 12 mesi, sospendere i termini e studiare gli effetti dell’EUDR prima dell’attuazione.
  • Spagna: non ha ancora visto il sistema informatico in funzione, ma desidera stabilità. Sostiene l’EUDR e la proposta 21/10 della Commissione (ovvero nessun rinvio per le medie e grandi imprese).
  • Polonia: sostiene l’Austria e tutti gli altri paesi che chiedono una “sospensione” e una semplificazione.
  • Slovenia: chiede un rapido chiarimento.
  • Nessuna dichiarazione da parte di Germania e Francia!

Commissione europea (Commissario per l’ambiente Jessika Roswall):

 

La Commissione difende la propria proposta del 21 ottobre, che introduce vere semplificazioni, in particolare per le micro e piccole imprese che beneficeranno anche di una proroga di 12 mesi, oltre a un periodo di grazia di 6 mesi per tutte le aziende durante il quale non saranno sottoposte a controlli.
Non è favorevole ad un approccio di “sospensione dei termini”: “Ci ritroveremmo semplicemente nella stessa situazione tra un anno”.
Sottolinea che è giunto il momento di prendere decisioni e garantire prevedibilità alle imprese. Pertanto, la Commissione manterrà la sua proposta del 21/10.
Non sostiene nemmeno l’introduzione di una classificazione di “Categoria 4 (nessun rischio)”, come proposto dall’Austria. Si tratterebbe di un processo divisivo e lungo e non è sicura di quanti Paesi possano effettivamente qualificarsi come  “rischio zero”.

La Commissione sta esercitando pressioni su diverse associazioni affinché sostengano la sua proposta e confida che questa verrà approvata; in caso contrario, farà riferimento a una “misura di emergenza”.

Presidenza del Consiglio (Ministro danese per il clima):

La Presidenza danese del Consiglio dell’UE dovrebbe preparare una bozza di proposta per una posizione comune che rifletta le opinioni espresse dalla maggioranza degli Stati membri, ma ciò sembra improbabile prima della prossima riunione del COREPER di venerdì 7 novembre.

La Presidenza “”potrebbe”” presentare una proposta di rinvio di un anno dell’applicazione del regolamento (tutto da confermare).