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Piano Nazionale Controlli Microbiologici riunione al Ministero della Salute

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Piano Nazionale Controlli Microbiologici riunione al Ministero della Salute

Si informano gli associati che il Ministero della Salute ha presentato gli orientamenti per il Piano Nazionale dei Controlli Microbiologici 2027.

Tale piano  prevede l’introduzione di nuovi parametri e valori guida per la valutazione della sicurezza degli alimenti, anche oltre i criteri già disciplinati dal Regolamento (CE) n. 2073/2005.

L’iniziativa  (basata sull’ art.5, lettera c, della Legge n. 283/1962 e  sui Regolamenti (UE)2017/625; (CE) n.178/2002), mira a rafforzare la raccolta dei dati microbiologici, la valutazione del rischio e l’efficacia dei sistemi di autocontrollo aziendale.

Particolare attenzione è dedicata alle garanzie  per gli OSA: nei campionamenti effettuati su prodotti finiti destinati al mercato, gli OSA avranno diritto al contraddittorio, alla controperizia e alla controversia, qualora gli esiti possano determinare provvedimenti amministrativi, limitazioni alla commercializzazione o sanzioni.

I nuovi criteri interesseranno, tra l’altro, Salmonella, Listeria monocytogenes, STEC, Campylobacter, Norovirus e Virus dell’Epatite A, delineando il quadro dei futuri controlli ufficiali in materia di sicurezza alimentare  (cfr documento allegato “Allegato 1” =  documento in bozza che sostiuirà l’ Allegato 7 dell’Intesa Stato-Regioni n. 212 del 10 novembre 2016)

Il  punto centrale quindi non è tanto tecnico (i parametri  microbologici potranno essere via via aggiornati) quanto giuridico: quando un campionamento microbiologico (es. monitoraggio)  può produrre effetti per l’OSA, deve essere qualificato come controllo ufficiale e garantire il diritto alla difesa.

Proprio per superare le incertezze giuridiche derivanti dall’introduzione di nuovi parametri microbiologici non ancora disciplinati dal Regolamento (CE) n. 2073/2005, il Ministero della Salute sta quindi valutando il ricorso a un’Ordinanza ministeriale.  Tale soluzione consentirebbe di attribuire una base normativa ai nuovi valori guida e ai relativi limiti microbiologici, evitando che criteri introdotti con strumenti amministrativi o accordi Stato-Regioni possano essere contestati sotto il profilo della legittimità.

Sarà nostra cura informarvi di ulteriori sviluppi  sull’argomento e raccogliere vostre eventuali osservazioni/richieste di chiarimento.