Benessere animale – Pubblicata la valutazione della strategia della UE

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Benessere animale - Valutazione Strategia UE

La Commissione Europea ha pubblicato una valutazione della Strategia dell’Unione Europea per la Protezione e il Benessere degli Animali. Secondo quanto rilevato, la conformità in tutti gli Stati membri, responsabili dell’attuazione della legislazione sul benessere degli animali, rimane una sfida, in particolare nelle aree a rischio come il trasporto di animali, il taglio di routine della coda dei suini e lo stordimento. Lo studio segnala inoltre la necessità di migliorare la coerenza non solo con la PAC, ma anche con le politiche relative a pesca, commercio, ambiente e trasporti, e l’uso strategico dell’informazione ai consumatori, della cooperazione internazionale e della PAC.

La prima legislazione dell’UE sul benessere degli animali è stata adottata nel 1974. Da allora, la legislazione in questo settore ha sviluppato e ampliato la sua copertura in risposta alle richieste politiche, del mercato e dei cittadini, nonché agli sviluppi scientifici. Negli ultimi anni, e in particolare con la pandemia Covid-19, l’approccio “One Health” ha acquisito sempre più importanza, concentrandosi sulle importanti interconnessioni tra benessere animale, salute animale e salute pubblica. La Commissione ha adottato nel 2012 una strategia dell’UE per la protezione e il benessere degli animali (2012-2015) che definisce gli obiettivi strategici e le azioni chiave con l’obiettivo finale di migliorare il benessere degli animali nell’UE, garantendo nel contempo una concorrenza leale e responsabilizzando i consumatori dell’UE a compiere scelte favorevoli al benessere degli animali.

La Commissione europea ha pubblicato agli inizi del mese di aprile una valutazione della Strategia dell’Unione Europea per la Protezione e il Benessere degli Animali che copre gli anni 2012-18 (andando leggermente oltre il periodo di durata della strategia per il benessere degli animali 2012-2015 poiché alcune azioni sono state realizzate fino al 2018), valutando in particolare quanto questa sia stata efficace, efficiente e vantaggiosa, nonché la pertinenza e la coerenza della strategia fino ad oggi, tenendo conto degli sviluppi nel settore del benessere degli animali.

Uno studio esterno ha fornito la principale base di prove per la valutazione. A causa delle limitazioni nella raccolta di dati quantitativi, lo studio si è basato su un’ampia ricerca documentale e diverse attività di consultazione, che hanno consentito di incorporare le opinioni di un’ampia gamma di parti interessate. Numerosi casi studio hanno supportato l’analisi. I risultati saranno inclusi nella valutazione in corso della legislazione dell’UE sul benessere degli animali e informeranno le possibili iniziative future nell’area del benessere degli animali, come annunciato dalla strategia Farm to Fork. La revisione della legislazione sul benessere animale esaminerà quindi le lacune legislative individuate nel 2012 e le eventuali nuove lacune che potrebbero emergere dalla valutazione in corso delle norme in vigore. Lanciata quasi 50 anni fa, la politica sul benessere degli animali dell’UE riguarda milioni di animali. L’UE ha infatti una consistente popolazione di bestiame che comprende, attualmente, 88 milioni di bovini, 148 milioni di suini e circa 100 milioni di pecore e capre, oltre a circa 4,5 miliardi di polli, galline ovaiole e tacchini.

I risultati principali della valutazione secondo la Commissione UE

La valutazione ha evidenziato che la maggior parte dei problemi e dei fattori determinanti identificati dalla strategia come rilevanti nel 2012 continuano ad essere rilevanti anche oggi. Un’altra sfida è la necessità di migliorare la conformità tra gli Stati membri in alcune aree a rischio (ad es. trasporto degli animali, taglio di routine della coda dei suini, alcuni metodi di stordimento e altro). A questo proposito, il nuovo regolamento sui controlli ufficiali offre gli strumenti per affrontare alcune questioni, riguardanti i requisiti di controllo e la verifica del rispetto della legislazione sul benessere degli animali. Secondo la Commissione, in considerazione del crescente interesse tra i cittadini dell’UE per il benessere degli animali, l’obiettivo di fornire ai consumatori e al pubblico informazioni adeguate è diventato ancora più rilevante oggi di quanto non fosse nel 2012. Lo stesso vale per la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale, superando la riluttanza di alcuni terzi paesi ad adottare standard di benessere degli animali comparabili a quelli applicabili nell’UE. È necessario ottimizzare ulteriormente le sinergie con la politica agricola comune (PAC) per il periodo 2021-27 e fare un uso migliore degli strumenti da essa offerti per migliorare gli standard di benessere degli animali da reddito e per aumentare la consapevolezza dei beneficiari della PAC nei confronti dei requisiti di benessere degli animali. La PAC sostiene impegni volontari per il benessere degli animali, nonché altri interventi pertinenti, come gli investimenti nell’ambito del secondo pilastro (e continuerà a farlo durante il periodo 2021-2027). Questi strumenti hanno lo scopo di ottenere risultati di benessere degli animali più elevati rispetto agli standard legalmente prescritti. Per quanto riguarda il quadro normativo, permangono le lacune esistenti nel 2012, in particolare per la protezione di alcune specie d’allevamento per le quali non esiste una norma a livello dell’UE. Inoltre, continua ad essere rilevante la necessità di semplificare le norme esistenti e di migliorarne l’applicabilità. In entrambi i casi, la strategia non ha contribuito ad affrontare questi problemi in modo significativo.

Sebbene la strategia fosse nel complesso coerente con le politiche di ricerca e sicurezza alimentare, c’è spazio per migliorare la coerenza non solo con la PAC, ma anche con le politiche in materia di pesca, commercio, ambiente e trasporti, in linea con gli obiettivi della strategia Farm to Fork. A livello internazionale, la strategia ha contribuito a promuovere gli standard di benessere degli animali nelle sedi internazionali, a stabilire sinergie con le attività in materia di benessere degli animali dell’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e per costruire la cooperazione con i partner commerciali. Il lavoro futuro dovrà sviluppare ulteriormente queste sinergie al fine di consolidare il ruolo guida dell’UE nella transizione globale verso sistemi alimentari sostenibili e quindi rispettosi del benessere degli animali. La strategia ha contribuito a stabilire priorità comuni che hanno portato a miglioramenti del benessere degli animali in tutta l’UE. Ha inoltre contribuito a migliorare la conoscenza e la condivisione delle migliori pratiche, nonché all’applicazione della legislazione dell’UE in settori specifici (ad esempio, stabulazione in gruppo delle scrofe e protezione delle galline ovaiole). Tuttavia, nessuno degli obiettivi della strategia è stato pienamente raggiunto. In particolare, la strategia non è riuscita a raggiungere l’obiettivo di introdurre un quadro legislativo dell’UE semplificato sul benessere degli animali. Per quanto riguarda l’informazione ai consumatori sul benessere degli animali e l’ottimizzazione delle sinergie con la PAC, la strategia ha fornito un contributo limitato. Informare i consumatori sul benessere degli animali è diventato un obiettivo ancora più importante oggi rispetto al momento dell’adozione della strategia.

Non è stato possibile valutare se la strategia sia stata complessivamente efficiente in termini di costi, né quantificare i costi che potrebbero essere stati sostenuti a causa della mancanza di azioni intraprese per sviluppare una legislazione semplificata sul benessere degli animali. Le prove disponibili sembrano suggerire che i vantaggi della strategia potrebbero essere stati superiori ai costi in alcuni settori. In generale, tra le parti interessate vi è un’ampia percezione che tali costi siano stati distribuiti in modo non uniforme.