Interscambio commerciale dell’Italia – Anno 2021

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Interscambio commerciale Italia

Di seguito un quadro relativo all’interscambio commerciale del nostro Paese relativamente all’anno 2021 nei vari settori produttivi.

Le esportazioni italiane nel 2021 si sono attestate a 516 miliardi di euro, raggiungendo il massimo storico (prima volta oltre i 500 miliardi). La crescita dell’export rispetto al 2020 è stata di ben il 18,2 % (80 miliardi in più). Il livello di export è anche superiore del 7,5 % rispetto al 2019 (prima dello scoppio della pandemia) con 36 miliardi in più.

Il saldo commerciale nel 2021 è stato comunque in netto peggioramento rispetto all’anno precedente, da + 63 miliardi a +44 miliardi.

La tendenza positiva delle nostre esportazioni si è confermata fino a poco dopo lo scoppio della guerra in Ucraina: nei primi tre mesi del 2022 l’export è cresciuto su base annua del 22,8 %. Gli eventi bellici, successivi alla pandemia (che determina ancora rigidi lockdown in Cina), creano gravi conseguenze per il sistema produttivo italiano: aumento dei costi dell’energia, rincari di materie prime agricole e minerali, gravi danni ai sistemi logistici, aumento nei noli marittimi, rallentamenti nelle catene di approvvigionamento globali (il blocco del porto di Shanghai sta producendo enormi ritardi nella movimentazione dei container nell’Asia meridionale).

L’innalzamento dei costi energetici e dei beni intermedi ha causato una notevolissima crescita delle importazioni nel primo trimestre 2022 (+42,7 %), determinando un saldo commerciale passivo di quasi 7 miliardi di euro (nel primo trimestre 2021, il saldo era attivo per 11 miliardi) .

L’Organizzazione Mondiale del Commercio prevede per quest’anno un rallentamento dell’economia globale (Prodotto Mondiale + 2,8 %) e nel commercio mondiale (+ 3 %).

L’Italia è molto esposta alla crisi attuale in quanto è un Paese trasformatore, fortemente condizionato dall’importazione di energia, semilavorati e materie prime. L’attuale inflazione che colpisce sia le imprese che le famiglie potrebbe determinare una spirale negativa nei consumi.

In considerazione del peso rilevante che le esportazioni svolgono per l’economia italiana (30 % del PIL nazionale), c’è da temere che gli eventi bellici in corso possano incidere negativamente sullo sviluppo e l’occupazione nel nostro Paese.