Siciliani: La Filiera delle carni è pronta alla Transizione Ecologica ma necessari incentivi per il volano degli investimenti

UNICEB-ASSOCARNI - Tavola Rotonda su “Sostenibilità dei sistemi zootecnici italiani: Traguardi raggiunti e obiettivi futuri”

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Siciliani - Filiera delle carni è pronta alla Transizione Ecologica - Tavola rotonda Uniceb

Roma, 5 luglio

“Un consumo consapevole del prodotto carne crea sicuramente più vantaggi che svantaggi”. “Dove si consuma carne è migliorata la vita”. “”Il prodotto italiano è già eccellente, dobbiamo migliorare la percezione a livello internazionale della qualità dell’azienda italiana”. “C’è stata una riduzione del 43% di antibiotici negli ultimi decenni, bene. In realtà si potrà fare ancora meglio.” Sono alcune delle dichiarazioni di Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica in occasione della tavola rotonda organizzata da UNICEB e ASSOCARNI sul tema “sostenibilità dei sistemi zootecnici italiani: traguardi raggiunti e obiettivi futuri”, che si è svolta in diretta streaming moderata dal giornalista Antonio Boschetti, Direttore de L’Informatore Agrario.

Hanno preso parte ai lavori Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, Gian Marco Centinaio, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Paolo De Castro, Primo Vice Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Bruno Ronchi, Ordinario dell’Università degli Studi della Tuscia, Luigi Scordamaglia, Presidente Assocarni e Carlo Siciliani, Presidente UNICEB.

Nel suo intervento il Presidente UNICEB Carlo Siciliani ha sottolineato la soddisfazione per aver promosso questa Tavola Rotonda, perché il tema della “Transizione Ecologica” è centrale sia nelle politiche europee che in quelle nazionali e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ne è la dimostrazione.

La Filiera delle carni – ha proseguito Siciliani – non teme le sfide legate alla sostenibilità, perché già da molti anni è impegnata a fare la sua parte anche su questo aspetto. Purtroppo, però, non solo non è mai riuscita ad ottenere il dovuto riconoscimento sui risultati sin qui raggiunti ma, paradossalmente, continua troppo spesso ed a torto ad essere demonizzata.

Nel settore della macellazione e trasformazione non siamo mai riusciti ad utilizzare gli scarti delle nostre lavorazioni a fini energetici per arrivare ad una vera economia, circolare e sostenibili, sia da un punto di vista ambientale che economico-finanziario. Da anni siamo impegnati – prosegue Siciliani – su questo tema con una apposita “Sezione Energia” per studiare, da un lato, l’ottimizzazione dei fabbisogni energetici delle aziende e, dall’altro, le soluzioni tecnologiche più adatte per lo sfruttamento degli scarti.

Per questo riteniamo necessario – ha sottolineato Siciliani – ed urgente richiedere al Governo che venga concesso un incentivo dedicato per l’utilizzo degli scarti di macellazione per quegli impianti costruiti all’interno delle aziende che producono energia sul posto generando, in tal modo una vera economia circolare in termini di sostenibilità ambientale ed economica.

Altro punto toccato dal Presidente Siciliani ha riguardato gli investimenti per la creazione di impianto a biometano o biogas che ad oggi beneficiano di forme incentivanti esclusivamente se realizzate da aziende agricole. Siciliani ha chiesto al Ministro Cingolani un nuovo inquadramento autorizzativo che permetta non solo ad una azienda agricola ma anche ad una industria agroalimentare di poter accedere al meccanismo incentivante.

La presenza del Sottosegretario Centinaio ha permesso al Presidente Siciliani di rivolgere l’invito a prevedere una campagna di informazione sul comparto delle carni che possa accompagnare la ripresa e rilanciare il volano degli investimenti da parte degli imprenditori.

Da ultimo – ha concluso Siciliani – voglio porre l’accento sulla futura riforma della PAC appena approvata che fra i tanti elementi di novità prevede che il 25% degli aiuti diretti sia destinato ai cosiddetti eco schemi. Sarà estremamente importante partecipare attivamente alla formulazione del Piano Strategico Nazionale affinché queste misure siano effettivamente realizzabili e accompagnino gli allevatori verso gli obiettivi di sostenibilità più volte ricordati.

La relazione del Prof. Bruno Ronchi ha fatto una panoramica scientifica ed approfondita del mondo zootecnico nazionale.

La relazione del Prof. Ronchi ha centrato l’attenzione sui reali impatti ambientali delle produzioni zootecniche confutando le informazioni che molto spesso vengono veicolate in modo strumentale e ideologicamente schierato: rispetto al 1990, il sistema zootecnico italiano ha ridotto le emissioni del 12%, e rispetto al 1970 gli allevamenti italiani hanno ridotto le emissioni di metano, il principale gas serra della zootecnia, del 40%. Il contributo della zootecnia italiana alle emissioni gas-serra è modesto e in costante diminuzione; attualmente rappresenta il 5,2% del totale nazionale. Sull’utilizzo dell’acqua per la produzione di un kg di carne in Italia, ben l’87% è  costituito da acqua piovana.

Il Prof. Ronchi ha evidenziato come per ridurre ulteriormente l’impatto sull’ambiente delle produzioni zootecniche occorre migliorare l’efficienza produttiva e riproduttiva degli allevamenti, anche per mezzo dell’adozione di piani di alimentazione improntati alle tecniche di “precision feeding”, impiego di tecnologie per il controllo integrato dei dati aziendali e per la formulazione di interventi di adeguamento.

La Filiera ha un bisogno assoluto di riconquistare la fiducia del consumatore che troppo spesso è stata minata da campagne denigratorie sotto il profilo nutrizionale e salutistico e riaffermare il suo ruolo di Asset strategico per il Paese nell’ambito del comparto agroalimentare – ha concluso Siciliani – Infatti, senza una rinnovata fiducia non si può raggiungere l’obiettivo di una piena ripresa ma, soprattutto, non si può rilanciare il volano degli investimenti da parte degli imprenditori.