Aggiornamento sulle azioni di UNICEB contro le trasmissioni televisive che collegano gli allevamenti intensivi al coronavirus

Firmato il Memorandum d'intesa che apre il mercato italiano

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Allevamenti Intensivi
Allevamenti Intensivi

Ecco gli ultimi aggiornamenti sull’azione di UNICEB per contrastare la programmazione televisiva, in particolare della RAI che, tramite alcune trasmissioni scorrette e manifestatamente di parte, sono arrivate a prospettare ai telespettatori degli infondati rapporti di causa-effetto tra allevamenti intensivi e Pandemie.

Dopo la lettera al presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Alberto Barachini, abbiamo sollecitato una interrogazione parlamentare che è stata prontamente presentata dal Senatore Maurizio Gasparri. Gasparri, ricordiamo, è stato già presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza ed il suo intervento quindi, ha un notevole peso specifico in Parlamento.

Di seguito riportiamo integralmente il testo della suddetta interrogazione già presentata agli organi competenti.

“In questo momento di emergenza sanitaria che ha costretto gli italiani in casa, il servizio pubblico sta registrando certamente maggiori ascolti nelle fasce orarie normalmente meno seguite e, di conseguenza, anche la programmazione dovrebbe essere adeguata ad un pubblico maggiore e più attento ad alcuni tipi di notizie;


due trasmissioni di divulgazione scientifica, invece, “Indovina chi viene a cena” e “Sapiens”, si sono occupate, in maniera ingiustificatamente critica, del sistema degli allevamenti intensivi, non solo come causa di inquinamento terrestre, ma, come avvenuto nella puntata del 5 aprile di Indovina chi viene a cena, affermando che questi farebbero da “ponte epidemiologico”, confondendo evidentemente gli animali selvatici con quelli controllati che vivono negli allevamenti;

La giornalista Sabrina Giannini aveva già lo scorso 29 marzo lanciato infondate accuse al sistema zootecnico;

Tutte queste informazioni, che non trovano nessuna conferma dal mondo scientifico, risultano dannose per le aziende del settore, soprattutto se diffuse in una fase come quella che stiamo vivendo, creando di conseguenza un ingiustificato danno ad una economia nazionale che rischia di essere già fortemente colpita dall’emergenza in corso.

Per sapere:

se non si ritenga di intervenire immediatamente chiedendo la rettifica di quanto erroneamente dichiarato;

se non si ritenga di dover sanzionare il comportamento scorretto delle due trasmissioni ed in particolare quello della giornalista Giannini che per evidenti convinzioni personali strumentalizza una trasmissione del servizio pubblico.

“Basta attacchi ingiustificati del servizio pubblico agli allevamenti italiani. Non è più tollerabile, infatti, che trasmissioni Rai, che in una fase come quella che stiamo vivendo hanno anche un aumento di ascolti, approfittino del loro spazio per lanciare accuse, non confermate da alcuno studio scientifico, contro gli allevatori italiani che rischiano di sommare un ulteriore danno a quello che già stanno vivendo. Parlare di questi allevamenti come di un “ponte epidemiologico”, confondendo animali selvatici con quelli controllati dalla nascita alla macellazione è una grave e ingiustificata accusa che crea confusione e paura negli spettatori e non può rimanere priva di sanzioni. La Rai imponga immediatamente a questi pseudo giornalisti di rettificare e chiedere scusa alle aziende italiane e valuti se sia ancora il caso di mandare in onda personaggi che creano senza alcun motivo un danno ad uno dei più importanti settori dell’economia italiana”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI)”